La vitamina K si presenta in due forme. Il tipo principale si chiama fillochinone, si trova nelle verdure a foglia verde come cavolo e spinaci. Il secondo tipo, i menachinoni, si trovano in alcuni alimenti di origine animale e prodotti fermentati. I menachinoni possono anche essere prodotti da batteri nel nostro organismo.

Si trova in tutto l’organismo: cervello, cuore, fegato, ossa, pancreas. Viene scomposta molto rapidamente ed escreta nelle urine o nelle feci. Per questi motivi, è molto raro che raggiunga livelli tossici nel corpo, anche con assunzioni elevate.

Parliamo di una vitamina liposolubile con il ruolo di produrre diverse proteine necessarie per la coagulazione del sangue e lo sviluppo delle ossa. Dipendente dalla vitamina K, la protrombina è una proteina direttamente coinvolta nel processo di coagulazione sanguigna. Anche l’osteocalcina è strettamente connessa alla nostra vitamina, ma ha la funzione di produrre tessuto osseo sano.

Alimenti ricchi di vitamina K

Buone fonti di vitamina K sono:

  • verdure (asparagi, broccoli, spinaci)
  • legumi
  • carne (fegato)
  • uova
  • fragole.

Vitamina K benefici: perché fa bene

La vitamina K porta numerosi vantaggi al nostro corpo. Vediamo quali sono i più importanti.

Salute delle ossa

Sembra esseri una correlazione tra una bassa assunzione di vitamina K e l’osteoporosi. Questa migliora la densità ossea e diminuisce il rischio di fratture.

Salute cognitiva

L’aumento dei livelli ematici di vitamina K viene associato a una migliore memoria episodica nelle persone anziane.

Salute del cuore

La vitamina K aiuta a mantenere una bassa pressione sanguigna, prevenendo la mineralizzazione (quando i minerali si accumulano nelle arterie). Ciò consente al cuore di pompare il sangue liberamente attraverso il corpo.

La mineralizzazione si verifica in modo naturale con l’età ed è un importante fattore di rischio per le malattie cardiache. Un’adeguata assunzione di vitamina K riduce anche il rischio di ictus.

Dosi raccomandate

Per gli adulti di sesso maschile, la dose giornaliera raccomandata è di 120 milligrammi. Per le donne si scende a 90 milligrammi.

Problematiche

Problemi relativi a un sovradosaggio di vitamina K sono rari e difficilmente può derivare dal consumo di alimenti.

La vitamina K può interagire con diversi farmaci: fluidificanti, anticonvulsivanti, antibiotici, medicinali per abbassare il colesterolo e per perdere peso. Approfondiamo.

I fluidificanti vengono utilizzati per prevenire i coaguli di sangue che possono bloccare il flusso sanguigno al cervello o al cuore. Lavorano diminuendo, o ritardando, la capacità di coagulazione della vitamina K. Questo può interferire con gli effetti di tali farmaci. Mantenere quindi costante l’assunzione della vitamina giorno per giorno può prevenire questi problemi.

Gli anticonvulsivanti, se assunti durante la gravidanza o durante l’allattamento, possono aumentare il rischio di carenza di vitamina K nel feto o nel neonato.

I farmaci per abbassare il colesterolo interferiscono con l’assorbimento dei grassi. Il grasso alimentare è necessario per assorbire la vitamina K. Quindi, chi assume questa tipologia di medicinali deve sapere che ha un rischio più elevato di sperimentare i sintomi da carenza.

Il modo migliore per garantire al corpo il nutriente sufficiente è una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura. O farsi aiutare dagli integratori.

Carenza vitamina K: i sintomi

La carenza di vitamina K negli adulti è rara, ma può verificarsi nelle persone che assumono farmaci che ne bloccano il metabolismo, come gli antibiotici, o in chi soffre di condizioni che causano malassorbimento di alimenti e sostanze nutrienti.

È invece più possibile nei neonati, perché la vitamina K non attraversa la placenta e il latte materno ne contiene una piccola quantità.

I segni più comuni sono:

  • maggiore tempo impiegato per la coagulazione del sangue
  • emorragie
  • osteoporosi.

Gli antibiotici, come accennato, possono distruggere i batteri che producono vitamina K nell’intestino, riducendone i livelli. Le persone con scarso appetito durante l’utilizzo di questi medicinali sono più a rischio di carenza e possono beneficiare di un integratore.

Poiché la vitamina K è liposolubile, è meglio assumere alimenti contenenti il nutriente con alcuni grassi, per migliorarne l’assorbimento. Condisci quindi i tuoi piatti con un po’ di olio di oliva!